LIVE IN SUDAN - 8 aprile 2008

il cantante Niccolò Fabi all'istituto Federici di trescore B.

 

Quest'anno si celebra il 60° anniversario della dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo ... I Medici senza Frontiere ci ricordano che sono più di 10 le zone di crisi umanitaria 'dimenticate' nel mondo (Somalia, Zimbabwe, tubercolosi, malnutrizione infantile, Sri Lanka, Repubblica Democratica del Congo, Colombia, Myanmar, Repubblica Centrafricana e Cecenia).Per questo abbiamo privilegiato la conoscenza di un paese: il Darfur e il Sudan.

Il Darfur è una parte di terra  grande due volte l'Italia e situata nella parte occidentale del Sudan, è in corso un violentissimo conflitto interno fra gruppi armati locali e milizie filo-governative.

 Il Sudan occupa il 147° posto su 175 paesi sottoposti a misurazione dell'Indice di Sviluppo Umano nel Rapporto sullo Sviluppo Umano dell'UNDP del 2007

 Dopo essere stato di fatto una colonia inglese, il Sudan divenne indipendente nel gennaio 1956. Fin da allora la sua storia è stata segnata da violenti conflitti interni. La guerra civile tra questi ultimi e i musulmani del Nord si protrae così da quasi mezzo secolo, se non si considera un decennio di tregua instabile negli anni '70. La guerra ha causato 2 milioni di morti e 4 milioni di profughi, diventando così non solo la più lunga guerra dell'Africa, ma anche la più sanguinosa calcolando la percentuale delle vittime sulla popolazione totale..Nel febbraio del 2003 questo conflitto è ripreso segnato da interessi legati alla presenza di ricchi giacimenti di petrolio.Da più di 15 anni questo conflitto e la piaga della carestia stanno provocando milioni di morti e di profughi. Qualcuno l'ha definito 'genocidio' ma ancora di più questa tragedia è passata e sta passando davanti a casa nostra e noi ci preoccupiamo di chiudere bene porte e finestre per non disturbare il nostro 'giardino incantato del benessere' (Baricco).

Secondo l' Organizzazione Mondiale della Sanità , gli attacchi ai civili e le conseguenze della guerra sulla situazione sanitaria hanno causato da marzo 2003 la morte di circa settantamila persone e hanno ridotto più di un milione e ottocentomila persone allo stato di profughi, rifugiati nei campi di accoglienza gestiti dalle organizzazioni umanitarie. Ricordare il Darfur e il Sudan vuol dire rimettere al centro dell'attenzione la questione dei diritti umani...perché questi diritti se sono tali lo sono per tutti  e si devono creare le condizioni di vita utili e necessarie perché le persone possano vivere dignitosamente.

Niccolò ha prodotto e diretto, in collaborazione con Andrea Cocchi, un documentario dal titolo LIVE IN SUDAN.
"Live in sudan" racconta un viaggio
La sua ragione iniziale è tenere un concerto di beneficenza a Khartoum.
La sua destinazione finale è il centro salesiano di El Obeid a cui donare l'incasso.
I protagonisti sono Niccolò Fabi i suoi musicisti e il Sudan.
Il concerto, che si è tenuto nell'anfiteatro della scuola internazionale di Khartoum il 4 giugno 2007 ed è stato organizzato dall?ambasciata italiana in Sudan, diventa quindi il pretesto per raccontare il tentativo di un gruppo di musicisti italiani di approfondire il rapporto con un paese africano profondamente provato da anni di guerra civile. Il documentario segue gli incontri con i musicisti sudanesi con cui hanno condiviso il palco, con Gino Strada che ha presentato loro l'appena inaugurato ospedale di Emergency a Khartoum, con padre Vincenzo Donati e i ragazzi del Darfur nel centro di El Obeid, con la gente del Sudan e la sua generosità. Si raccontano le piccole grandi difficoltà di organizzare per la prima volta in Sudan il concerto di un artista occidentale ma soprattutto di quando il desiderio di fare della solidarietà diventa un impegno concreto di presenza fisica, di conoscenza e arricchimento reciproco e fare il musicista o il diplomatico il chirurgo o il prete ricerca la sua più profonda dignità.
"Ho pensato che un'esperienza tanto straordinaria meritasse di essere raccontata in un documentario in modo che chi l'ha vissuta non la dimenticasse e che chi non conosce questa realtà fosse stimolato ad approfondirla", ha spiegato Niccolò
 
Tra gli ospiti presenti anche 4 giovani rifugiati del Darfur fuggiti da una situazione segnata dalla guerra e dalla fame che dopo alcuni mesi presso il CPT di Foggia sono ora ospiti persso una struttura della Caritas.
 
L'incontro si è concluso con la lettura  di alcuni degli articoli della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Sono stati proclamati in lingue diverse e letti dai nostri studenti in albanese, arabo, marocchino, cinese, indì, vietnamita, rumeno, ghanese, italiano.

FOTOGRAFIE: